Putnam, Brains in a Vat

Un doveroso omaggio ad Hilary Putnam, uno dei filosofi più rappresentativi della filosofia della mente e del linguaggio.

Lui di teorie ne ha sfornate tante e tante ne ha anche ritrattate, quasi a testimonianza  della plasticità del nostro cervello.  

Ora non potrà più.. o forse sì…stupendoci ancora?

Ha dato l’addio al mondo della materia il 13 marzo 2016, pochi giorni fa.

Chissà  che non stia già   ideando una diavoleria per testimoniarci cosa c’è di là!

(H. Putnam,  Saggio “Cervelli in vasca” tratto da “Regione, Verità e Storia” – 1981)

“Immaginate che un essere umano (potete immaginare di essere voi) sia stato sottoposto ad un’operazione da parte di uno scienziato malvagio. Il cervello di quella persona (il vostro cervello) è stato rimosso dal corpo e messo in un’ampolla piena di sostanze chimiche che lo tengono in vita. Le terminazioni nervose sono state connesse ad un computer superscientifico che fa sì che la persona a cui appartiene il cervello abbia l’illusione che tutto sia perfettamente normale. Sembra che ci siano persone, oggetti, il cielo ecc., ma in realtà l’esperienza della persona (la vostra esperienza) è in tutto e per tutto il risultato degli impulsi elettronici che viaggiano dal computer alle terminazioni nervose. Il computer è così abile che se la persona cerca di alzare il braccio la risposta del computer farà sì che “veda” e “senta” il braccio che si alza. Inoltre, variando il programma lo scienziato malvagio può far sì che la vittima “esperisca” (ovvero allucini) qualsiasi situazione o ambiente lo scienziato voglia. Può anche offuscare il ricordo dell’operazione al cervello, in modo che la vittima abbia l’impressione di essere sempre stata in quell’ambiente. […] Potremmo anche immaginare che tutti gli esseri umani … siano cervelli in un’ampolla. Naturalmente lo scienziato malvagio dovrebbe trovarsi al di fuori. Dovrebbe? Magari non esiste nessuno scienziato malvagio; magari l’universo … consiste solo di macchinari automatici che badano a un’ampolla piena di cervelli. Supponiamo che il macchinario automatico sia programmato per dare a tutti noi un’allucinazione collettiva … Quando sembra a me di star parlando a voi, sembra a voi di star ascoltando le mie parole. Naturalmente le mie parole non giungono per davvero alle vostre orecchie, dato che non avete (vere) orecchie, né io ho una vera bocca e una vera lingua. Invece, quando produco le mie parole quel che succede è che gli impulsi efferenti viaggiano dal mio cervello al computer, che fa sì che io ‘senta’ la mia stessa voce che dice quelle parole e ‘senta’ la lingua muoversi, ecc., e anche che voi ‘udiate’ le mie parole, mi ‘vediate’ parlare, ecc. In questo caso, in un certo senso io e voi siamo davvero in comunicazione. Io non mi inganno sulla vostra esistenza reale, ma solo sull’esistenza del vostro corpo e del mondo esterno, cervelli esclusi”.

 

Questo saggio ha probabilmente ispirato  numerose serie e grandi film come Matrix. 

Riguardo ai problemi dell’ IA (intelligenza artificiale)  A.G. Oettinger  ebbe a dire:

 ” Essi sono di natura troppo scientifica per lasciarli ai soli filosofi;

di natura troppo filosofica per lasciarli ai soli scienziati”

 PS: Sia che ne sappiate poco, sia che ne sappiate molto su cognizione, consapevolezza, coscienza vi consiglio  di annebbiare o consolidare  le vostre certezze  seguendo i post-fiume sull’argomento su  Sogni Digitali. Potreste anche inciampare nel Nulla di Alfredo, vi avverto!

Putnam, Brains in a Vatultima modifica: 2016-03-15T10:27:48+00:00da WIDE.RED
Reposta per primo quest’articolo

32 pensieri su “Putnam, Brains in a Vat

  1. Conoscevo queste parole di Putnam, quello che non capisco è a cosa sera immaginare tutto questo, che risultati produce rispetto alla più semplice ammissione che esiste una realtà di cui si è parte. La grande lezione della fisica (che sia chiaro non ha risposte a tutto) è inseguire la semplicità, le cose macchinose e complicate assai raramente sono una soddisfacente rappresentazione di quello che cerchiamo di capire. Ti ringrazio dell’omaggio, ignoravo avessi letto questa serie su coscienza e cervello che mi ha molto divertito ed intrigato. Prossimamente ci ritornerò con un raffronto tra cervello e computer e con una breve (?) storia dell’intelligenza artificiale e della robotica dal dopo guerra ad oggi.

    • Tutto questo gli è servito per confutare lo scetticismo , il realismo metafisico e per perorare, come filosofo del linguaggio la sua “teoria causale del riferimento” la quale ci vieta di credere al fatto che certe rappresentazioni mentali si riferiscano in ogni caso a specifiche cose esterne. Infatti dimostra che i cervelli in vasca e gli uomini in carne ed ossa usano gli stessi termini,come “tavolo” o “sedia”, ma con referenti diversi.
      Lui si oppone con questo “esternalismo semantico” alla concezione tradizionale del significato.
      La filosofia linguistica è affascinante ma contorta:-)

  2. Alla fine si ripresenta un dilemma atavico che partito da Platone e atterrato ad Heidegger rimane, come prevedibile, senza una risposta certa o meglio scientifica come direbbe Sagredo.
    Ciò che vediamo fuori è la realtà o è la “nostra” realtà?
    E’ curioso vedere come in millenni di pensiero, noumeno e fenomeno abbiano mutuato vicendevolmente il proprio significato.
    Hume, sebbene scettico, più degli altri apprezzerebbe questo tuo argomento proprio per la valenza della psiche nel processo della percezione.
    Fai un sforzo. Concentrati e produci una nuova ipotesi. Anzi una critica. “La nuova critica della ragion dura”, il titolo già ce l’hai…
    🙂

    • Lutero, sono impietrita dalla tua Ragion Dura!
      Scusa, tu non eri quello che si scannava con Sagredo per affermare la plasticità del cervello?
      Vedi… se tu avessi continuato a sostenerla anche Proust ti avrebbe coadiuvato senz’altro.
      Senti cosa scriveva : “Forse l’immobilità delle cose intorno a noi è loro imposta dalla nostra certezza che sono esse e non altre, dall’immobilità del nostro pensiero nei loro confronti” .
      E’ un difetto quindi l’immobilità..scriverò allora della Ragion Plastica o Mobile…
      ti racconterò cose che ti faranno accapponare la pelle!
      Ad es.ti sei mai chiesto cosa fanno i mobili della tua stanza quando dormi e perdi il controllo su di essi? 🙂

      • Hai ragione. E ti dirò di più, ho iniziato a ragionare con “plasticità” su tante cose. È vero che tendiamo a rendere fisse le cose, quasi immobili. Ben venga quindi il tuo consiglio a procedere con una visione differente. Plastica appunto.
        Ho cominciato proprio con la scrittura. Questi simboletti, questi segni che chiamiamo grafia, caratteri, in realtà cosa sono se non tracce che magari, scevri dalla collocazione che siamo abituati ad assegnare loro, ci potrebbero trasmettere altro, emozioni, intuizioni, verità…
        Senza andare troppo lontano, sarebbe già un utile esercizio, se non quello, obbiettivamente arduo di scollegare il carattere dal segno, almeno quello di procedere ad una ricombinazione della loro successione dentro una frase. Insomma la regola dell’anagramma.
        Così ho iniziato a leggere proprio il titolo che tu proponi, disancorandolo dal suo apparente significato.
        “Brains mi va a puttana”. Questo ne è venuto fuori.
        Che dici continuo?

        • Ma che sorpresa… tu stai esprimendo “l’indicibile”, quello che è nascosto oltre le righe!
          Decostruzionista? Seguace anche tu del mio caro Derrida?
          Ricordi, vero, quello della “differ(a)nce” ?
          Ad ogni modo,credo che quella frase da te abilmente scovata scandagliando il mio titolo è esattamente quello che direbbe chiunque leggendo quel che osiamo scrivere:-)

  3. Perchè mi dovrei complicare la vita immaginando di essere dentro “Matrix”?
    Mi va bene la realtà soggettiva in cui vivo e sono immersa, ho la consapevolezza, vera o presunta illusoria, di essere qui e ora con il corpo in dotazione che mi ricorda se lo strapazzo e non mi occupo di lui, se è tutta un’illusione o una simulazione pazienza 🙂

    • I filosofi sono fatti così…inventano teorie che poi devono pur dimostrare sparando paradossi o ricamando storie improbabili. Però immagina che bello arwn…in vasca non avresti avuto il problema delle pulizie primaverili 🙂

  4. Te lo spiego io il perché, Lori.
    Perché per dare corpo e credibilità a quella che tu consideri essere la tua realtà, hai avuto necessità di indicare il tuo nome, mostrare la tua immagine, metter una data (15 marzo 2016), l’ora (18:24) e scrivere un commento con il quale hai voluto affermare la tua esistenza.
    Ma se tu fossi esistita veramente in carne ed ossa, chiunque, in qualsiasi momento, potrebbe osservarti “dal vero” mentre scrivi quel commento.
    Ma tu, li, in quel preciso momento (ore 18::24) non ci sei, perché in realtà non ci sei mai stata, e, per lo stesso motivo non esistiamo neppure noi.
    E’ tutto virtuale…

    • Confessa Arwn…dov’eri alle 18.24 quando tentavi di buttare fumo negli occhi con il commento facendo finta di esistere?
      E tu Alfredo esistevi alle 23.26 del 15/3/2016…oppure eri già stato fagocitato dal Nulla e quella era solo una manovra distrattiva?
      (Alfredo, ma chi ti ha inventato così bene?) 🙂

      • Red, mi sa che è Alfre’ che mi vuol gettare fumo! Devo chiedergli chi è il suoi spacciatore! 🙂
        Come dov’ero?
        Aspe’ che non mi ricordo… ieri fu… è stato, è andato, non c’è più… c’è l’ oggi.:-)

        Allora io non ho la certezza di esistere, penso di esistere, mi percepisco nello spazio, se mi do un pizzicotto o prendo lo spigolo di un tavolo e mi faccio un bel livido come quello che ho da qualche giorno sulla coscia, mi ricordo d’avere un corpo attaccato ad un cervello che però lavora a tratti, non s’è accorto che il tavolo è sempre stato lì e andava schivato!
        Non penso di essere immersa in un’ampolla, però…come Matrix, chi può realmente dirlo?

        Non fingo di esistere! Penso di esistere!
        Poi se il sistema mi ricorda che alla tal ora del tal giorno ho lasciato un commento, penso di averlo lasciato io, non il mio gatto.
        Alfre’ se non ci fosse lo dovrebbero inventare virtualmente! 🙂

    • No Alfre’ dopo pranzo non puoi mettermi a fare questi ragionamenti complessi…mi…vien sonno!
      Allora vediamo…
      intanto non l’ho mica deciso io di far apparire la data e l’ora del mio intervento per affermare che esisto, è stato il sistema!
      No, non chiunque avrebbe potuto osservarmi mentre digitavo queste cacchiate o quelle di ieri, solo chi mi sta vicino “qui e ora”, o lo era ieri, tu e tutti gli altri internauti lo possono vedere solo dopo il click della pubblicazione.
      Ma cosa vedono? Solo tanti caratteri scritti da un avatar che appare col nick di Arw, ma a scrivere potrebbe pure esserci Giù, chi può saperlo? 🙂
      Certo che in quel momento e anche ora ci sono, nella rete web, attraverso ciò che scrivo,non come presenza fisica ma simulata da un pc attraverso un avatar, ma la mente che dà ordine alle dita di scrivere sulla tastiera è quella di Lori, il pc fa il resto cioè quello di connettersi e inviare sotto forma di impulsi ecc…in rete al blog di Red…ecc…

      Alfre’ sai che mi stai facendo venire dei dubbi..che Alfre’ non esiste! E’ solo un personaggio inventato da una macchina! 🙂
      Chi invia i dati tradotti in caratteri che si leggono sul blog di Red?
      Il Nulla?

      • Che in parole povere significa che la prova della tua esistenza sarebbe il fatto che l’ambiente che ti circonda reagisce ai tuoi stimoli.
        Cioè, la stessa identica reazione che si può rilevare anche nel mondo dei sogni.
        Sogno, dunque esisto…

          • Alfre’ terminale sarai te, io non mi sento affatto un terminale ma un essere umano. Non è che non ci arrivo, è che non condivido ciò che dici, vorrei approfondire l’argomento sogni lucidi e viaggi astrali ma in questo momento non ho tempo, ma ci farò un post prima o poi.

          • Lo so, arw3n63, che per terminali come noi è dura dover ammettere che non siamo essere umani.
            Ma gli avatars sono così, credono di essere chissà chi solo perché ignorano che i loro pensieri giungono al loro software mentale da un’altra dimensione, situata all’esterno del computer cosmico 3D in cui ci muoviamo, per l’appunto, come semplici sonde.

          • Ahoooo Alfre’, dietro ad arw3n ci sta Lori che dà “voce” e fa “muovere” arw, l’hai dimenticato? :-).
            Alfre’…ti stiamo perdendo? Ti devo chiamare prontoalfredo?
            Alfre’ tornaaa! 🙂

          • Alfredo ma la smetti di terrorizzare Arwn con questa storia dei terminali?
            Arwn…brava vedo che ti sai difendere benissimo da sola…ma questo è proprio un discolo, da tirargli le orecchie!
            Ad ogni modo fate i bravi tutti e due e terminatela con i terminali…ohhhhh:-)

  5. Guarda Red, potrei accettare l’idea dell’esistenza solo se questa si svolgesse contemporaneamente sui tre livelli sotto indicati, quelli che la nostra capacità intellettiva ci consente almeno di immaginare:
    1) Livello di mezzo: quello in cui normalmente abbiamo coscienza qui, ora.
    2) Livello di sotto: quello all’interno di noi stessi, nella proporzione in cui la nostra infinitesima piccolezza microcosmica ci fa apparire una sola delle cellule del nostro corpo immensa come una galassia.
    3) Livello di sopra: quello in cui la nostra infinita grandezza ci fa apparire una delle innumerevoli galassie dell’Universo, piccolissima ed invisibile ad occhio nudo come una singola cellula del nostro corpo ipergalattico.

    P.S. – Non mi hanno ancora inventato, però sto provandoci da solo a cercare di prendere corpo.

    • Ah beh però… un intero condominio! Quanti metri quadri in tutto? 🙂
      Interessante però! E dimmi… avverandosi per ipotesi queste tue 3 condizioni che ti darebbero la facoltà di circolare liberamente da un livello all’altro, questo eliminerebbe dalla vita dell’uomo la morte? Ci sarebbe l’eternità per noi uomini o si continuerebbe a morire solo nel livello di mezzo e magari negli altri due la faremmo franca?

  6. Alfré in questo momento non c’è.
    MI ha incaricato di dirti che, in qualità di avatar 3D, è in connessione con il suo IO-SUPERIORE che si trova al di là dello spazio-tempo, al di fuori dello schermo cosmico 3D.

    • Alfredo…toglimi una curiosità! Ma tu hai letto i libri di Carlos Castaneda?
      Ad ogni modo lui parla di “un punto d’unione” o “punto d’assemblaggio” che noi esseri umani abbiamo sulla scapola destra che ci permette la percezione del mondo come siamo soliti vederlo. Basterebbe una piccola variazione di quel punto per entrare in contatto con altri universi. Questo potrebbe avvenire con più facilità nel sogno cosiddetto “lucido”, ma bisogna imparare a farlo, non è facile. Non pensi che l’esperienza che ti cambiò la vita può essere dipesa dalla variazione accidentale di quel punto ?

  7. Si Red, di Castaneda mi sono letto tutta la serie una trentina d0anni fa, quando ancora non era così famoso e sono rimasto incantato da ciò che raccontava. Qualche anno fa avevo anche provato a rileggerli, ma al punto in cui sono ora potrei anche scriverli, libri cosi.
    Per esempio, verso la fine dello scorso anno, non ricordo bene la data esatta, in uno dei miei tanti sogni lucidi (il termine l’ho preso proprio da Castaneda), ero con una persona amica di sogno e quando mi sono reso conto che stavo per svegliarmi gli ho preso subito le mani stringendogliele forte dicendo che l’avrei portata con me. Beh, a quel mio inaspettato (anche per me) gesto, quella persona mi è letteralmente svenuta fra le mani e al risveglio me la sono trovata addosso nel mio letto, non potevo vederla con gli occhi ma al tatto sentivo la sua presenza fisica che cercava di divincolarsi fino a quando, dopo un paio di minuti si è liberata e si è volatilizzata. Istintivamente, anziché spaventarmi, mi è venuto da ridere: gli avevo combinato proprio un bello scherzetto… ahahahaha.
    MI sono ripromesso, la prossima volta che mi dovesse capitare una cosa del genere, di portarmi qui qualche souvenir dal mondo dei sogni…

    • Si corrono rischi allora a frequentare i tuoi sogni:-)
      Conoscevo già questo episodio…c’ero anch’io 🙂 quando l’hai raccontato in un altro blog.
      Hai letto Castaneda molto prima del 2000 , anno in cui dici di essere entrato in un’altra dimensione. Stavi provando già prima d’allora ad avere sogni lucidi? Potresti esserci riuscito quando meno te l’aspettavi?

      Chiederti se hai letto Il Tao della Fisica di Capra è una domanda retorica, giusto?
      Non potrebbe esserti sfuggito il libro di chi ha avuto un’esperienza simile alla tua.

  8. Confermo in toto quanto afferma Alfredo.
    Lo confermo perché sono stato testimone in prima persona di un evento simile.
    L ‘altro giorno, ero a casa ben sveglio, saranno state le undici e trenta, mezzanotte, mi è apparso davanti Alfredo. Mi fa : Lutero, sono io Alfredo, ma il mio corpo fisico è distante mille miglia da qui. Voglio dare una prova inequivocabile della mia presenza qui. Voglio portare un testimone di questo viaggio nella realtà ordinaria.
    – Dimmi Alfredo, che devo fare?
    – Semplice – fa lui – dammi 200 euro e poi te li restituisco di là, nella realtà ordinaria.
    Cosi glieli ho dati. Poi è sparito.
    La mattina dopo mi venne il dubbio che avessi sognato, cosi corsi subito a controllare il portafoglio. Mancavano effettivamente 200 euro!
    Alfredo, quando sei comodo me li puoi restituire. Questo il mio iban : EN30 Z921 5214 0784 3000 8751 316 causale : restituzione para…normale!

  9. Cado dalle nuvole, Luté.
    Io ti credo perché so che tu sei una personcina a modo, però non c’e l’ho mica io i tuoi soldi!
    Evidentemente il mio corpo esoterico se l’è tenuti lui, a me non ha dato niente, né detto niente.
    Facciamo così, se non se l’è già spesi in sogno, appena ti capita di rivederlo fatteli ridare e fagli pure una bella ramanzina da parte mia…
    E che si fa così? Ma gurada tu…

    • Alfredo hai un attico anche sulle nuvole?:-)
      Secondo te, in questo contenzioso giudiziario a quale tribunale ci si dovrebbe rivolgere?
      L’avvocato sarà esoterico anche lui?

  10. Sono appena tornato da una splendita passeggiata in montagna, su viottoli impervi a strapiombo su panorami mozzafiato. C’era anche tanta simpatica gente insieme a me, ma nessuna di tutte quelle brave persone con cui dividevo le stesse emozioni, mi ha detto esplicitamente di essere te, né mi ha lasciato una sorpresa, a meno che la gradita sorpresa non sia stata proprio quella bellissima passeggiata…
    In tal caso ti ringrazio, molte grazie, Lutero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *

*